Pusher vezzoso si toglie 10 anni. Arrestato dalla Polizia locale per spaccio e denunciato dal giudice per false generalità

Uno dei suoi clienti si era fermato a consumare in zona, in piazza Metelino, dove i cittadini segnalano un’alta frequentazione di tossicodipendenti. È stato segnalato alla Prefettura dal personale del Gocs come consumatore, insieme a un altro compratore.

Un uomo, un cittadino senegalese di 39 anni, irregolare sul territorio nazionale, è stato arrestato ieri in vico di Santa Fede, nella zona di Pré, dal Gruppo operativo contrasto stupefacenti del Nucleo Centro Storico dell’Unità territoriale Centro della Polizia Locale.

Nell’ambito di un’operazione dedicata al contrasto dello spaccio e consumo di stupefacenti rivolta al centro storico, il GOCS ha osservato l’uomo cedere, in due distinte occasioni, alcune dosi di crack, in entrambi i casi ad acquirenti italiani.
Il primo acquirente è riuscito a far perdere le sue tracce, mentre il secondo e il terzo sono stati seguiti dalle pattuglie: ad entrambi è stata contestata la detenzione per uso personale e sono stati segnalati alla Prefettura come consumatori.
Uno dei due si era fermato in zona a consumare, per la precisione in piazza Metelino, dove i cittadini segnalano un’alta frequentazione di tossicodipendenti. L’altro si era spostato in piazza di Santa Fede, dove gli agenti lo hanno fermato.
Il pusher senegalese è stato fermato e arrestato: sottoposto a perquisizione, inoltre, è stato trovato in possesso di 580 euro, provento dello spaccio.
Alla Direttissima, stamattina, l’arresto è stato convalidato. Il giudice ha deciso per l’uomo che non debba sottostare ad alcuna misura. Ha, però, informato la procura di un altro reato da lui commesso: ha infatti declinato false generalità sostenendo di essere nato nel 1995. Ha, invece, ben 11 anni di più, essendo nato nel 1984. Peraltro, mentire sull’età non gli sarebbe comunque servito perché sarebbe comunque risultato ultramaggiorenne. Ha presumibilmente tentato di costruirsi un alias per lasciare pulita la fedina penale, scaricando l’eventuale condanna su un soggetto omonimo, ma più giovane.
In copertina: foto di repertorio


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